Come era il mondo quando Magnanelli esordiva col Sassuolo

Certe storie segnano un’epoca per la sua capacità di descrivere e rappresentare la stessa, con immagini e vite che riassumono in breve e danno colore a racconti che meriterebbero un libro.

La vita di Magnanelli si intreccia alla perfezione con l’epopea del Sassuolo, perché è con il suo arrivo che comincia la scalata di una provinciale squadra di Serie C2 fino all’Europa League…e chissà…

Per omaggiare il Capitano delle sue tanto attese 500 presenze in neroverde, abbiamo pensato di non descrivere tutto il suo lungo cammino, ma di dirvi semplicemente da dove è partito, perchè a volte è solo guardandosi alle spalle dalla vetta della montagna che ci si accorge di quanta strada si è fatta.

Come era allora il mondo quando Magnanelli ha esordito con la maglia neroverde?

Innanzitutto Francesco era un giovane di 20 anni, diretto verso i 21, che dopo qualche esperienza giovanile con Chievo e Fiorentina, pensava forse di accasarsi in comoda provincia e provare a regalarsi una carriera “normale” nelle serie inferiori.

Illuso

Il mondo era ingenuo ai nostri occhi, si cominciava a parlare di “virus dei polli” e si era da poco usciti dalla minaccia della SARS che oggi possiamo chiamare SARS-Covid 1, visto che la 2 l’abbiamo presa forte. La più grande tragedia era l’uragano Katrina che in quei caldi giorni d’Agosto si abbatteva su New Orleans.

Per alcune cose sembra non essere passato molto tempo, come le rivolte nelle banlieue francesi e la minaccia del terrorismo di matrice islamista, se non che i video li faceva ancora Osama Bin Laden.

Non c’era Joe Biden, nemmeno Trump o Obama, ma George W.Bush. In Italia ovviamente Silvio Berlusconi, ma con Ciampi presidente della Repubblica. Il Papa era stato eletto proprio quell’anno ed era Benedetto XVI. Quindi diciamo pure che (quasi) tutti hanno passato il testimone.

Nella serata degli Oscar vince Million Dollar Baby, con The Aviator che si becca 5 statuette e Jamie Foxx il miglior attore protagonista (ebbene sì, ha vinto un Oscar).

Vinceva il campionato la Juve (ma guarda un po’) con gente non da poco come Ibra, Nedved, Del Piero ma soprattutto Fabrizio Miccoli, Antonio Chimenti e Andrea Masiello! Di VAR nemmeno se ne parlava, si urlava con Biscardi “la moviola in campo!” e fioccavano le polemiche….ancora un anno e sarebbe scoppiata Calciopoli.

Buffon e Totti non erano campioni del mondo, ma reduci di un doppio smacco ai mondiali di Corea e Giappone e all’europeo portoghese con il tacco di Zlatan e il biscottone.

https://www.youtube.com/watch?v=l8bmIGIu7Bk

Nel maggio, a Istanbul, si era svolta una partita che tutti ricordano, ovvero Liverpool-Milan 3-3 con la rimonta e la vittoria dei Reds ai rigori. Fernando Alonso era il più giovane campione del mondo di F1 mentre la motoGP era in salda mano al Doc Valentino Rossi.

Lance Armstrong vinceva il suo settimo e ultimo Tour de France concludendo la favola del texano che aveva sconfitto il tumore, senza che nel mondo del ciclismo nessuno sospettasse nulla, quantomeno nei tifosi.

Alle ore 20:27 del 23 Aprile veniva caricato il primo video su Youtube, mentre i principali social Facebook, Instagram e Tik Tok, tramite i quali oggi sia i club che i calciatori comunicano, ebbene non erano ancora nati.

Greta Thunberg aveva 2 anni e gli stati firmavano e ratificavano il protocollo di Kyoto, quindi non solo non si parlava di virus ma nemmeno tanto di surriscaldamento globale. Lo so che vi state sentendo male, ci sta.

Ligabue teneva un concerto al Campovolo di cui SICURAMENTE almeno una donna vi ha parlato mentre non ascoltavate e al cinema finiva con la Vendetta dei Sith l’avventura canonica della seconda trilogia di Star Wars.

E sì, si andava ancora al cinema, perché Netflix si occupava della vendita e del noleggio dei DVD, mentre Amazon Prime e Disney+ nemmeno esistevano visto che non c’era proprio la smart TV. Nota per i sassolesi, i film si vedevano al Carani.

L’azienda di Jeff Bezos era appena entrata fra le 500 aziende americane a maggior capitalizzazione, per non parlare di Apple che quando esordiva il Capitano non aveva ancora lanciato il primo IPhone. Magnanelli non ha potuto commentare sulla chat di squadra il suo esordio.

Niente post, niente stories, niente video di balli senza dignità, niente GIF, niente video natalizi con i calciatori e prime partite in esclusiva sulla nuova emittente “Sky” che da un paio d’anni aveva sostituito TELE+.

E i suoi compagni di adesso? Molto semplicemente solo Gianluca Pegolo aveva già esordito fra i professionisti, Consigli e Caputo esordivano in quella stessa stagione (Ciccio ad un livello ancora inferiore, nel Toritto). Berardi compiva 9 anni ed era ancora con la famiglia a Cosenza, mentre il compagno più giovane con il quale il Puma ha giocato, ovvero Stefano Piccinini, all’epoca aveva appena 3 anni.

Era il 28 Agosto 2005, a Sassuolo era una normale giornata di sole in cui la Guardia di Finanza arrestava un cittadino per detenzione di pasticche di ecstasy e nel reggiano si segnalavano casi di ladri di bestiame.

Un altro mondo, un mondo ignaro che in pieno centro cittadino, in piazza Risorgimento in quello che è un anonimo complesso sportivo comunale, parcheggiava ed entrava nello Stadio Ricci il futuro capitano, recordman di presenze neroverdi e condottiero di quella squadra seguita da una manica di appassionati del Bar Luana.

Un altro mondo oggi, grazie soprattutto a lui.