La peggior settimana della Storia

Cosa può succedere in una settimana? Tanto, anche in un campionato che ne prevede circa un trentina. Cosa può andare storto in una settimana? Tanto, anzi forse tutto. Al limite dell’imprevedibile, al limite del catastrofico, al limite del ridicolo o quasi.

Quello che i tifosi del Sassuolo, e il Sassuolo stesso dopotutto, hanno vissuto in questi giorni, merita di essere ripercorso per capire cosa abbiamo appena vissuto, non tanto per “fare memoria” come se stessimo parlando di tragedie, quanto per inquadrare il contesto e rendersi conto che questa sensazione di devastazione interna dopotutto un po’ è giustificata.

SABATO – LA SCONFITTA NEL DERBY

Alla vigilia della partita contro l’Empoli gli animi sono molto caldi. La tifoseria toscana ha organizzato una trasferta massiccia, la curva ha fatto il suo e la policy dei biglietti porta lo stadio a raggiungere quasi i 13mila posti: meglio che contro Atalanta, Genoa, Monza e Torino. La spinta non manca.

Nel prepartita gli animi sono distesi, notizie vogliono la società che sonda allenatori da oltre 2 settimane, ma dopo il pareggio con il Torino e la sconfitta contro l’Atalanta tutto sembra immobile, Dionisi saldo al suo posto e i titolari sempre gli stessi. Fischio d’inizio alle ore 15.

La partita si apre male con il gol di Luperto e la curva empolese a incitare “Lupo,Lupo” uno degli idoli. I cori di sfottò non si risparmiano. Pinamonti tira un rigore pesante come il piombo, lo segna e fa il gesto delle orecchie voltando le spalle ai suoi ex tifosi. Ma dopo poco un altro rigore, tirato da Niang, riporta i toscani avanti.

Il pareggio di Ferrari ha degli strani contorni, nessuno esulta, sembra un autogol. Un pareggio non serve a un granchè, ma è pur sempre un punto. E infatti all’ultimo minuto, Marin calcia corta una punizione defilata, Bastoni spizza di testa e la palla prosegue sul secondo palo, in porta.

Fischio finale, vince l’Empoli che va a 5 punti dal Sassuolo, impantanato a 20 punti pari a Verona e Cagliari. Al momento sarebbe spareggio tra Sassuolo e Verona per la permanenza in A, con un caso limite di ben 3 squadre a pari punti. L’umiliazione è tanta, la beffa di più, ma ci si prepara alla solita litania del post partita. E invece…

Dionisi si presenta e parla, ma le notizie in serata sembrano rincorrersi con certezza sempre crescente. Alla fine, verso le 23, tutti i maggiori siti danno per ufficiale la notizia: Alessio Dionisi è stato esonerato dall’incarico.

DOMENICA – IL VUOTO

Il Sassuolo domenica mattina si alza senza un allenatore.

La società non da ancora ufficialità, si sa di un allenamento pomeridiano che al momento è lasciato in una sorta di autogestione. Più il tempo passa più emerge il carattere di frettolosità con cui è arrivato l’esonero: è evidente che non c’è nessun successore pronto, e mercoledì c’è il “famoso” recupero contro il Napoli.

Il tempo passa e a quasi 24 ore da quando la notizia è trapelata, la voce è ufficializzata: La società emiliana “ringrazia il tecnico e il suo staff per l’impegno profuso e la serietà dimostrata alla guida dei neroverdi e augura a lui e ai suoi collaboratori le migliori fortune per il futuro. La guida della prima squadra viene affidata momentaneamente al tecnico della Primavera Emiliano Bigica”.

In quel momentaneamente c’è tutto, l’urgenza della sfida contro il Napoli e la difficoltà a trovare un sostituto per motivi che vengono riportati di volta in volta. Grosso non è convinto e teme la retrocessione, Gattuso sembra volere troppo, Ballardini ha un contratto che lo lega alla Cremonese. Tra il piano salvezza e il piano ripartenza vince il “pro tempore”.

LUNEDì – BIGICA DAY

Primo allenamento per il giovane mister e puntata speciale di Caffè Sconcerto dedicata al momento. Le curiosità si sprecano, chi è, come gioca, su chi punta…ma soprattutto se Bigica o Bigìca, sono i grandi dubbi.

Emiliano Bigica, classe 1973, è a Sassuolo da 4 anni e guida la Primavera con ottimi risultati tra cui la qualificazione ai playoff scudetto e l’attuale lotta al secondo posto. Un uomo della società, chiamato in un momento di grande incertezza e che comincia ad attirare qualcosa di più che una curiosità.

Una speranza si riaccende.

MARTEDì – LA VIGILIA

Passa poco ed è già la vigilia di Sassuolo-Napoli, con l’afflusso già sicuro di numerosi tifosi partenopei. 

Le voci sul sostituto di Dionisi non cessano, sono passate oltre 48 ore dall’esonero ma è evidente che il Sassuolo sta ancora cercando un allenatore e che la soluzione Bigica sia temporanea. La presentazione del prepartita avviene in un clima surreale..

Online, in una stanza illuminata dal verde e rabbuiata dal nero, Bigica non risponde a domande della stampa ma in sostanza “espone” il prepartita e la sua situazione, le sue idee e il suo progetto. Per quanto non in maniera netta e superba, Bigica si pone a pieno titolo come allenatore del Sassuolo in tutto e per tutto.

Non si sentono grandi voci da parte della società, ma un velato ottimismo sulla convocazione di Berardi.

MERCOLEDì – SEI A UNO

Il Sassuolo ha preso delle belle sventagliate in serie A. Come non ricordare i due 7-0 contro l’Inter o contro la Juve. Ma anche il 6-2 di De Zerbi contro l’Atalanta o il 6-1 contro la Lazio rimediato da Bucchi. Ironia della sorte (o forse no) ogni allenatore del Sassuolo ha preso almeno 6 gol in una partita. L’ultima volta è stato un 6-1 contro il Napoli, in panchina c’era Dionisi.

La partita di mercoledì è una tragedia totale, la squadra viene schierata in quasi linearità con l’operato del precedente allenatore e fin dai primi minuti appare di una fragilità clamorosa.

A dare false speranze il meraviglioso gol di Racic, sia per la conclusione che per l’esultanza genuina sotto la curva per il temporaneo 1-0. In un lampo però il Napoli ne segna 3 e tutto sembra crollare nuovamente. La palla continua a viaggiare alta e il possesso è abbandonato.

Il possesso palla è del 29% a fine partita, il dato più basso stagionale. I falli commessi sono solo 3.

La situazione è imbarazzante, il povero Bigica è evidentemente stato dato in pasto al calendario e la tanto vituperata “partita in meno” che sbandieravamo in occasione di confronti è andata nella maniera peggiore possibile. Unica nota positiva l’esordio di Kumi, portato ovviamente dal “suo” mister. Pur nella tempesta, Bigica non si è fatto travolgere del tutto dagli eventi.

Dopo essere apparso brevemente nel prepartita, Carnevali ancora una volta non parla e lascia Bigica nelle grinfie di DAZN. Ancora una volta si pone come allenatore, ma il clima è strano e nemmeno i commentatori sanno come rapportarsi. Dietro le quinte trapelano altre notizie.

Anche stavolta è stata necessaria una spallata per smuovere le acque.

GIOVEDì – IL GIORNO CHE NON ESISTE

Ogni 4 anni il calendario ci obbliga ad aggiungere un giorno alla fine di Febbraio per “pareggiare i conti” con lo scarto dei normali 365 giorni. Un’evenienza rara che chiamiamo anno bisestile.

Ma ancora più raro è che il Sassuolo esoneri un allenatore, accaduto prima dello scorso anno bisestile visto che sono passati quasi 6 anni dall’addio di Bucchi. Mai poi il Sassuolo aveva avuto 3 allenatori diversi in una settimana, ma la situazione è sempre più drammatica.

Cosa avete fatto voi giovedì 29? Qualcosa degno di essere ricordato per altri 4 anni? Il Sassuolo tratta, tratta, tratta e dopo aver avuto in ballottaggio Semplici, vira su Ballardini. La notizia arriva nella serata, quando è evidente che i colloqui sono andati bene e che il tecnico sarà in città in serata.

Non è ancora ufficiale, ma praticamente certa è anche la fine della breve era Bigica che ritorna in Primavera. Come sia andata la giornata alla squadra, bene non si sa.

VENERDì – E ALLA FINE ARRIVA BALLA

Presentato ufficialmente ai social e alla squadra, il mese di Marzo si apre con Davide Ballardini come nuovo allenatore del Sassuolo Calcio. Alla fine tra le due ipotesi ha vinto quella del “mister salvezza”, etichetta che ha ormai reso l’allenatore un’icona al pari di altri.

Una figura quasi mitologica ormai la sua, figlia anche dei risultati raggiunti, un misto di fenomenologia e di consulenza aziendale quella che lui e il suo staff devono portare sul campo. La squadra è apparsa cerebralmente morta contro il Napoli e il reel di vero metallo sembra voler risvegliare l’intero ambiente.

SABATO – LA ROTTURA DEL SILENZIO

Una conferenza stampa più lunga del solito da parola sia a Ballardini che a Giovanni Carnevali, che dopo settimane prende il microfono in mano, oltre che la situazione.

Alla mattina una delegazione di tifosi si presenta al centro sportivo per mostrare vicinanza alla squadra, poi poco dopo arriva la stampa, finalmente numerosa dopo anni di digiuno visto che il momento è oggettivamente interessante.

Ballardini si presenta rassicurando sulla difesa a 4 e centrando alcuni punti dolenti oltre che tasti che potevamo attenderci. Decisamente più interessanti sono le parole di Carnevali, che ammette qualche errore vista la situazione e che appare deciso a fare quanto possibile per mantenere acceso il progetto e la squadra.

Il vento sembra cambiare, ma anche qui va detto che il nuovo tecnico arriva a preparare una gara con due soli allenamenti. La gara più importante, a detta sua.

DOMENICA – LA FINE (?)

Con carica e speranze i tifosi si mettono al seguito della squadra a Verona e tra gli undici titolari c’è una grande sorpresa: Domenico Berardi.

Il miglior giocatore della storia neroverde torna per la partita più difficile in quello che potrebbe essere il punto di svolta per il romanzo della stagione. Ma a vincere è la paura.

Per 45 minuti le squadre si fronteggiano con attenzione e senza scoprirsi eccessivamente, ma è al minuto 58’ che scocca la mezzanotte.

Rinvio sbagliato di Montipò, sembra un’occasione improvvisa ma nello stop il polpaccio di Berardi si alza in modo eccessivo. Qualcosa si è rotto, qualcosa di importante che si scoprirà poco dopo: per Domenico finisce la stagione e anche il sogno degli Europei (che quantomeno ha già vinto). La partita però dura ancora mezz’ora.

Passano quasi 20 minuti e Matheus Henrique perde il pallone, il Verona risale rapidamente e un giocatore di cui sinceramente ci dimenticheremo la stessa esistenza segna il gol dell’1-0. Muro difensivo, a nulla valgono gli scialbi tentativi neroverdi di recuperare. Finisce così.

Finisce la settimana più nera della storia del Sassuolo.

Cominciata a pari punti in zona spareggio con una partita in meno, finisce al penultimo posto con 11 partite rimaste.

Cominciata con un allenatore, finita con un altro, dopo l’intermezzo di un terzo. Tre partite, tre sconfitte, tre gol fatti, dieci subiti.

Cominciata con la speranza del rientro del miglior giocatore di sempre, colui che ha timbrato sempre la salvezza, è finita con la quasi certezza che non sarà più a disposizione per tutta la stagione. E forse per sempre.

Rimangono ancora dodici settimane da qui alla fine del campionato. L’unica speranza che rimane ai tifosi neroverdi è che nessuna di queste potrà mai essere come quella che abbiamo appena vissuto.