Che fine ha fatto Alessandro Noselli?

Per gli Occasionali che in Serie B non andavano allo stadio, ma si limitavano a leggere i resoconti della Gazzetta (di Modena), qualche nome suonerà certo strano, come Polenghi, Gorzegno o Attila Filkor. Di certo non poteva passare inosservato sul tabellino marcatori quello di Alessandro Noselli.

Quattro stagioni in serie B, oltre 100 presenze fra campionato, playoff e Coppa Italia e soprattutto 38 gol in maglia neroverde, capocannoniere della squadra per le stagioni 2008/2009 e 2009/2010!

In tridente con Martinetti e Masucci, ha segnato talmente tanto da essere tuttora il terzo marcatore sassolese dopo Berardi e Caputo, eppure la sua storia con noi si è bruscamente interrotta e se ne sono perse le tracce.

Il NOS da i primi calci con la primavera dell’Udinese, sua città natale. Viene aggregato alla prima squadra ed esordisce in Coppa Italia, ma mai in Serie A, giocando comunque con pilastri del calibro di Stephen Appiah, David Pizarro e Martin Jorgensen…sentite come sale la nostalgia!

Anche la pagina Wikipedia ci tiene a sottolineare i nomi importanti con cui ha giocato da giovane. Perchè? direte voi! E chi lo sa, a che scopo è utile questo nella biografia di un calciatore? Zero, ma avendolo letto l’ho voluto fare anche io.

Trova la sua dimensione nelle serie minori, in particolare nel Sudtirol, dove diviene capocannoniere della C2 con 16 gol, per poi approdare a Mantova e centrare la promozione in B e i playoff (persi contro il Toro) per la Serie A.

Quando arriva al Ricci, Noselli è un giocatore già maturo e forse anche per questo si prende sulle spalle la numero 18 neroverde. Ha 28 anni, conosce la categoria e da quel pizzico di esperienza alla squadra che ci vuole, senza però perdere l’entusiasmo. “Quando segno non capisco più niente”, dirà in un’intervista attestando una passione per il calcio non scontata nel mondo dei professionisti.

Nel Sassuolo di Pioli, prima con Zampagna e poi con Martinetti, trova ampi spazi per assist e gol realizzando quelle che sono sicuramente le migliori stagioni della sua carriera. E nella stagione 09/10 tenta il colpaccio con il primo playoff del Sassuolo, quello del “quasi” doppio salto.

Quella del 2009/2010 sarà la sua stagione migliore, con un gol in girata di sinistro all’Olimpico lancia il Sassuolo fra le big della serie cadetta, palesando a tutti i progressi fatti dalla squadra che non può più essere ignorata. Peccato che poi proprio contro il Toro sbattano i playoff: il Sasol sarà fermato nello scontro diretto e ancora i Granata fermeranno Alessandro sul più bello.

L’anno successivo, con Gregucci, il Sassuolo sfiora la tragedia navigando per oltre 10 giornate in zona retrocessione. Dopo un girone d’andata giocato senza grandi sbavature e con anzi qualche rete, Noselli viene praticamente messo fuori rosa.

Gli era già successo a Mantova, con il presidente su tutte le furie, ma qui a Sassuolo sembra diverso. Il clima nello spogliatoio è strano e teso, come ogniqualvolta si raschia il fondo della classifica. Al 90’ contro il Portogruaro, Alessandro si fa espellere, per mettere i puntini sulle “i” di una partita pessima, persa 1-0.

Salta due partite perchè, seppur non inquadrato, manda a quel paese l’arbitro. Peccato che non venga più convocato, non si capisce se per condizione fisica, mentale o comportamentale. Alla fine Gregucci cederà il posto a Mandelli e il Sassuolo si salverà, e l’avventura del Nos non avrà un vero e proprio lieto fine.

L’anno seguente arriverà Fulvio Pea e la squadra tornerà a lottare per la promozione, ma arriva anche un certo Gianluca Sansone, fenomeno dirompente che toglie il posto da titolare a tutti praticamente. Oltre a lui, un giovane Richmond Boakye sembra destare interesse. Insomma, Noselli è fuori dal progetto.

Seppur ancora 32enne, Alessandro colleziona solo 5 gettoni quell’anno, ma viene chiamato in causa quando il gioco si fa duro, cioè ai nuovi playoff. Il Sassuolo terzo con 80 punti, perde il doppio confronto con la Samp, sesta. All’andata e al ritorno Noselli entrerà per qualche manciata di minuto. Saranno 96 in tutta la stagione, un finale non meritato.

In estate Pea rassegna le dimissioni visto che lo spogliatoio è una polveriera. Le voci dicono come il presidente Squinzi voglia mollare, viene venduta la stella Sansone e anche a Noselli viene indicata la porta.

A Sassuolo sono stato bene, è diventata la mia seconda casa e al di là delle scelte, discutibili o meno, sarò sempre grato a Squinzi e a tutta la dirigenza. Anche se – e lo devo dire – dopo la rottura del metatarso del piede destro per la prima operazione mi sono fidato delle indicazioni della società. Purtroppo l’intervento si è rivelato sbagliato, causandomi un lungo calvario. Per fortuna la seconda operazione l’ho fatta dove ho voluto io e il problema si è risolto»

Dirà alla Gazzetta, lasciandosi con un certo veleno con la dirigenza accusata di averlo scaricato con una telefonata. Ma quella che potrebbe essere una storia un po’ triste prende una piega inaspettata.

Perchè Noselli accetta serenamente la decisione e dice “sapete cosa? me ne vado in America”.

Seguendo l’esempio degli antichi avi italiani, lo zio Nos cerca fortuna nella NASL, la serie B americana, riducendosi ad accasarsi nei New York Cosmos, la terza squadra della città.

O meglio, spieghiamo bene. Il America esistevano due leghe, la storica NASL e la nuova MLS, e i Cosmos, storica franchigia che negli anni ‘70 ebbe fra i suoi giocatori campioni stagionati come Pelè, Chinaglia e Beckenbauer, erano iscritti da sempre alla NASL. Con il tempo la MLS si è affermata come il campionato di prima fascia, ed oggi è quella che attira i campioni.

Ma il nome dei Cosmos e la città di New York sono un richiamo irresistibile, e vedete voi.

Il Nos sbarca in America e per due anni veste il biancoverde dopo il neroverde. Nel 2013 e nel 2014 subentra spesso, segna qualche gol (le partite sono molto poche nell’anno, 14 in tutto più l’eventuale finale) e nel 2013 si laurea campione d’America con New York!

E non è finita qua!

Lasciata l’America, lo zio Noselli torna a fare fortuna, nel calcio che amiamo, quello amataoriale! Dal 2014 sposa la causa del Sasso Marconi, ne diventa il capitano e trascina la squadra dall’Eccellenza alla Serie D. Wikipedia dice 68 gol in 132 presenze, un fulmine da guerra, ma diciamo anche che non abbiamo modo di verificare e non abbiamo certo intenzione di vederci i video delle serie inferiori. Diciamo che le amiamo perchè fa bomberone, ma in realtà nessuno vorrebbe guardare una partita se non sotto tortura.

Quel che è importante è che lo zio Noselli non ha fatto come quello che fa i soldi e poi non si vede più, è stato in Serie B, in America e poi non ha mollato il calcio, ma ha continuato a lottare per 5 stagioni nel bolognese.

Nel Luglio 2019 sembra che abbia appeso le scarpe al chiodo, appena in tempo prima della pandemia, ma non possiamo escludere che quella voglia di pallone non gli torni come un tarlo nella testa.

Qualcuno a Sasso Marconi forse ha un segnale luminoso, una “N” gigante, che sa di poter accendere nella notte qualora la squadre fosse in difficoltà. Dalle sirene della Grande Mela, Noselli accorrerà di sicuro nel suo mantello neroverde.

BONUS TRACK

Cercando video di Noselli abbiamo trovato questo: non ha senso e per questo ve lo regaliamo